Crisi aziendale

Il Natale dei dipendenti della ex Breda si accende di incertezza. L’azienda sull'orlo del fallimento è stata salvata dalla creditrice e azionista Karsan, l’azienda turca che dal 5 per cento ha rilevato il 70 delle quote e l'ha ricapitalizzata con 3,9 milioni. Il restante 30 percento è ora in capo a Leonardo-Finmeccanica.

«Tra i lavoratori circolano rumors secondo cui entro 30 giorni Industria italiana autobus può diventare completamente, interamente turca», ha detto Luca Rizzo Nervo dall’aula di Montecitorio. Per questo «presenterò oggi un’interrogazione urgente al Governo per fare chiarezza sulla vicenda». 

Chiarezza che il parlamentare bolognese chiede «non solo in Parlamento ma soprattutto con i lavoratori. Doveva essere una soluzione “ponte”, ma verso che cosa? Verso la delocalizzazione? È l’ennesimo grande pasticcio figlio di un’improvvisazione e di una politica fatta di annunci spericolati non sostenuti mai da alcuna prova».

Rizzo Nervo si riferisce alla promessa di Luigi Di Maio sul salvataggio di Iia (Industria italiana autobus), che secondo il ministro sarebbe stata rilevata da Ferrovie dello Stato per creare un nuovo polo pubblico all’avanguardia nel settore dei trasporti.

Per il momento però non ci sono notizie certe. I sindacati sono in tumulto: aleggia anche lo spettro di un addio di Finmeccanica. Ad evocarlo è il segretario della Fiom-Cgil Emilia-Romagna, Bruno Papignani, che via Facebook rivela la presa di posizione che sarebbe stata assunta da Finmeccanica. «Pare che nel verbale della assemblea dei soci- scrive Papignani-Finmeccanica abbia preteso e ottenuto che venisse inserito che o in 30 giorni si trova una soluzione o Finmeccanica esce». Il sindacato a questo punto si riserva di chiedere di visionare il verbale stesso  e martedì o mercoledì i delegati incontreranno il neo-presidente designato da Karsan, Antonio Bene, ex dirigente Fiat e Magneti Marelli.

Di Maio ha delegato la risoluzione della crisi al suo vicecapo gabinetto Giorgio Sorial che ha definito la situazione «temporanea, una fase uno». La fase due contemplerebbe l’ingresso di Invitalia come socio di maggioranza, affiancato probabilmente da Leonardo (che già detiene il 30%), Ferrovie dello Stato e la campana Engitech.

Anche il sindaco Virginio Merola ha espresso «delusione» a margine di un intervento oggi in Comune. Per il primo cittadino «non va bene parlare di investimenti pubblici e poi non dare alcuna certezza che il polo dei trasporti rimanga in città. Finora i soldi li ha messi soltanto la Regione».

E Karsan? Accetterà di cedere le sue quote dopo aver acquisito un’importante realtà industriale? Le voci che già circolano tra i dipendenti troverebbero conferma in Turchia: In un comunicato Karsan dice di aver raggiunto «un accordo di licenza per la produzione esclusiva in Turchia, e distribuzione e vendita degli autobus a marchio Menarinibus». Il timore di sindacato e lavoratori non appare quindi infondato.

«La società ha in portafoglio oltre mille commesse e naturalmente verranno prodotte in Turchia, perché - racconta Silvia Curcio, delegata Fiom di Irisbus - lo stabilimento di Flumeri non è stato ristrutturato e non è pronto per produrre e quello di Bologna avrebbe bisogno di materiali, che non può acquistare a causa dei debiti accumulati». Si rischia quindi che tutta la produzione si sposti in Turchia, lasciando i dipendenti definitivamente disoccupati. Comunque vada, adesso l’impresa turca avrà a disposizione il tutto know-how aziendale: l'eredità dell'azienda fondata oltre un secolo fa da Ernesto Breda finisce oltre il Bosforo. Con buona pace del cavallino rampante, storico simbolo della compagnia, esattamente lo stesso che ispirò Enzo Ferrari agli albori del Mito.