l'intervista

Tutti al Dall'Ara

di Silvia Luccianti


Superata quota 20mila, fra abbonamenti e biglietti venduti, per il posticipo della sedicesima giornata, martedì 18 al Dall’Ara contro il Milan. Sembra dunque che i tifosi non abbiano intenzione di far venire meno il loro affetto nei confronti della squadra, nonostante il momento negativo. Il Bfc ha ottenuto solo 11 punti in 15 partite, incassando domenica l’ennesima amara sconfitta contro l’Empoli, una delle dirette concorrenti nella lotta per la salvezza. Il risultato dell’ultimo turno ha messo fortemente in dubbio il futuro dell’allenatore Pippo Inzaghi a cui però lunedì il presidente Joey Saputo ha rinnovato la fiducia.

La società ha però annullato la tradizionale cena per gli auguri di Natale con i giocatori, le loro famiglie, i dipendenti e gli sponsor, che era prevista per sabato 15 alla Terrazza Bernardini. L’appuntamento è stata annullato perché, visto il momento, «si preferisce rimanere concentrati sul campo evitando le iniziative collaterali» (fonti societarie). Rimandata anche la presentazione del progetto del nuovo stadio che sarebbe dovuta esserci sempre questo fine settimana e che probabilmente si terrà a gennaio, ancora da definire quando. Per entrambe le occasioni avrebbe dovuto essere a Bologna anche il presidente Saputo, ma la visita è stata rimandata a data da destinarsi.

Contro il Milan probabilmente rientrerà Calabresi al posto di Gonzalez, ancora due ballottaggi a centrocampo tra Dijks e Krejci e tra Pulgar e Nagy, nonostante quest’ultimo sia stato eletto Mvp del match con Empoli, con il 44% di preferenze dei tifosi. In attacco Poli e Orsolini mezz’ale e davanti Santander e Palacio. Donsah dopo un lungo periodo di assenza per infortunio potrebbe tornare in campo. 

 

La vecchia gloria Pivatelli: «Inzaghi è bravo, ma avrei tenuto Donadoni»

di Giorgia Tisselli


«Io spero che il Bologna venga fuori da questo periodo di crisi. Abito a Bologna, ho giocato una vita a Bologna e ho sposato una bolognese. Spero che i miei tanti tifosi possano godere di una ripresa immediata della squadra». Gino Pivatelli, che ha collezionato grandi successi sia con la maglia del Milan che con quella rossoblù, parla della sfida di martedì sera al Dall’Ara tra i rossoneri e i felsinei. L’attaccante è stato capocannoniere della Serie A, nel campionato 1955-1956 con 29 reti, quando vestiva i colori della divisa emiliana, mentre con i rossoneri ha vinto lo scudetto nel 1962 e la Coppa dei Campioni l’anno seguente.

Il Milan ha avuto momenti di difficili. Adesso sembra essere ritornato tra le big del campionato. Di chi è il merito?

«Il merito è prima di tutto della società. Poi dell’allenatore, Rino Gattuso, che deve guidare la squadra. Forse parlerò un po' troppo da milanista, ma è una società che ha tenuto alto il nome dell’Italia all’estero».

Il Bologna al contrario soffre molto e fatica a finalizzare. Di chi sono le colpe? Società, mister, calciatori?

«Le colpe sono soprattutto della società, ma anche della sfortuna. Certe situazioni nascono e non si sa neanche il perché, come il Bologna adesso. Il calcio a volte è inspiegabile. Inzaghi penso sia un allenatore in gamba, conosce bene il calcio però a volte non basta. Avrei molto piacere se il Bologna, che allora è stata la mia prima squadra, quella volta una delle più importanti del campionato, ritornasse a galla».

A proposito di milanisti (oltre a Inzaghi), rimpiange Donadoni?

«Donadoni io l’avrei tenuto».

In questa situazione il Bologna cosa dovrebbe fare?

«Purtroppo è difficile. Penso che cambiare Inzaghi ad oggi non serva a niente. Sono i giocatori che portano la società in alto. È lì che bisogna lavorare».

Oggi nel calcio chi le piace come attaccante?

«A me piace Rivera (sorride, ndr). Ho giocato con Gianni tre anni e siamo molto amici, oltre che stimarlo come uno dei più forti giocatori al mondo».

Un pronostico?

«Sulla carta dico il Milan, ma il calcio è imprevedibile».