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«Condivido l’odg presentato dal Partito Democratico. Almeno due terzi rimarranno bosco urbano - dice il Sindaco Virginio Merola - sì alla scuola, alle case in affitto per studenti, giovani, famiglie, anziani e ospiti del vicino ospedale. Sì anche alle attività commerciali, ma piccole e di vicinato, agli edifici con funzioni innovative sociali, culturali, formative e di ricerca e al co-housing. Dobbiamo dare una risposta al bisogno d’affitti». Tassello fondamentale per la riuscita dell’ordine del giorno il confronto con il fondo statale Invimit, proprietario dei Prati, «da sollecitare» sugli indici edificatori della zona, cioè sui criteri di quanto densamente su un terreno si può costruire e l'attuazione del Pua, il Piano Urbanistico Attuativo.

Votato con 21 voti su 34, 11 contrari (Movimento 5 stelle, Lega nord, Forza Italia, Coalizione civica, Gruppo misto)  e due astenuti, l’odg sui prati di Caprara è stato proposto dai consiglieri di maggioranza Andrea Colombo ed Elena Leti. Uno dei 9 presentati. 

«È necessario - si legge nell’odg in questione, - sollecitare Invimit a sviluppare un progetto all’altezza dell’area per renderla una centralità strategica e valorizzarne l’impronta ecologica di bosco urbano. Bisogna modificare le previsioni del Poc, Piano Operativo Comunale - o darne diversa articolazione nel Pua per ridurre gli indici edificatori e lasciare almeno 2/3 della zona, trenta ettari, di verde e il resto edificato. È necessario sviluppare aree per orti urbani e limitare l’edificazione a funzioni innovative e pregiate sociali, culturali, formative e di ricerca.  Bisogna dare opportunità di affitto adatte alle esigenze di studenti, giovani, famiglie e anziani, e a strutture commerciali di dimensioni ridotte e solo di vicinato. Seguire principi di precauzione e di proporzionalità sulle bonifiche belliche seguendo le indicazioni dell’esercito e di Arpae e nella maniera più selettiva possibile. Creare infine una nuova scuola il più velocemente possibile continuando il confronto con il pubblico sui prati attraverso un laboratorio di urbanistica partecipata».

Di parere contrario i rappresentanti delle associazioni presenti in aula. Per Danilo Gruppi, uno dei portavoce del comitato Rigenerazione no Speculazione, «questa è la conferma che non si è tenuto abbastanza conto delle istanze presentate dall’istruttoria dal comitato Rigenerazione no Speculazione, Cgil e molte altre associazioni che avevano chiesto misure coraggiose che non mi sembra si siano ravvisate. Non posso non registrare che ci sono stati degli avanzamenti però. Il che conferma che quando si organizzano i cittadini possono influire sulle scelte della politica».