case popolari

Il Resto del Carlino riporta lo "storico sorpasso" delle case popolari assegnate a famiglie straniere rispetto a quelle italiane e il sindaco Virginio Merola si arrabbia. Il primo cittadino non le manda a dire al presidente dell'azienda pubblica per la casa Alessandro Alberani di Acer, oggi, durante l'apertura del convegno "Bologna, la domanda di casa. Una lettura delle graduatorie comunali 2018", per l'anticipazione dei dati sulle assegnazioni fornita al quotidiano locale. «Stiamo lavorando bene, Acer sta facendo molto bene e anche l'assessore Gieri si sta impegnando - ha spiegato Merola - ma non occorrono questi protagonismi. E fare una conferenza stampa ieri perché oggi non si è tra gli oratori ufficiali è una cosa infantile», ha notato il sindaco con un chiaro riferimento al presidente dell'ente regionale delle case popolari. In questo modo, a suo dire, si darebbe spazio alle strumentalizzazioni di carattere politico.
Secondo Acer nell'ultimo bando per l'assegnazione delle case popolari, su 219 il 52% è andato a stranieri non comunitari, il 7,7% a comunitari e il solo 40,1% a italiani. Ma il sindaco non ci sta e rimanda al mittente la presunta polemica «anche perché viene sempre interpretato il dato sulla casa come se il nostro problema principale fosse quanti sono gli italiani che hanno la casa e quanti gli immigrati», aggiunge Merola, mentre nel complesso più di 8 abitanti su 10 delle case popolari sono italiani, circa l'82%, contro il 15,6% di stranieri non comunitari e il 2,1% di comunitari. Secondo il report fornito dal Comune gli italiani presenti nella graduatoria di Edilizia residenziale pubblica rimane comunque stabile attorno al 40%.
Per quanto riguarda l'assegnazione degli alloggi e il numero degli abitanti effettivi, gli italiani rappresentano però il 67% del totale in quanto si tratta spesso di anziani soli, mentre la fetta degli stranieri è costituita da famiglie più popolose e con un reddito che consente loro l'accesso in casa popolare. 
Ad approfittare della querelle è stata la Lega che si è scagliata contro la Regione: «Alberani lascia intendere che il sorpasso degli stranieri sui bolognesi è addebitabile al fatto che è difficile fare i controlli sui requisiti di accesso per gli stranieri, e ciò conferma che la delibera approvata in assemblea legislativa è "fuffa"», ha attaccato Daniele Marchetti del Carroccio. Per il consigliere leghista occorre «sostituire l'autocertificazione che fanno di loro pugno gli stranieri con una certificazione patrimoniale rilasciata dai loro paesi d'origine». 
Tra i Paesi più rappresentati nelle assegnazioni, figurano il Marocco (7% delle domande complessive), la Romania (l'8%), il Bangladesh (il 9%), ma anche Tunisia, Ucraina, Pakistan, Moldavia ed Egitto. Tuttavia per il sindaco il problema principale è «la mancanza di fondi da Roma, ma nonostante ciò stiamo affrontando la vicenda nella maniera più equa possibile, guardando ai redditi delle persone in quanto è una questione di cittadinanza». Il reddito Isee medio dei richiedenti è diminuito sensibilmente, assestandosi sui 4.212 euro attuali contro i 4.455 di appena tre anni fa, nel 2015. Un altro dato in controtendenza è quello sulle domande fatte dagli anziani: solo l'8% delle domande sono di ultrasessantacinquenni. Ciò significa che a fare maggiore richiesta sono famiglie giovani.