intervista

«Abbiamo un problema serio sulle circolari a Bologna!». Così aveva scritto, sul proprio profilo Facebook, Isabella Angiuli, consigliera comunale Pd, dopo che il traffico cittadino era andato completamente in tilt a causa del maltempo. Tanti i disagi in città, con sottopassaggi allagati e code chilometriche lungo i viali. Per il ponte, le previsioni meteo segnalano pioggia e non è da escludere che la viabilità piombi di nuovo nel caos. «Tper è brava a gestire queste situazioni - commenta Angiuli -, ma nelle emergenze dobbiamo dare una mano tutti. Cerchiamo di usare la macchina solo se necessario».

Consigliera, nel prossimo Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) quali soluzioni dovrebbe adottare l’amministrazione per migliorare la viabilità?

«Abbiamo già incontrato i cittadini e, anche grazie a loro, abbiamo messo le basi per rendere più sostenibile la mobilità. Se in passato progetti come tram e metro sono stati posticipati perché non erano una priorità, oggi non si possono più ritardare. Negli ultimi anni, Bologna è cresciuta e ha cambiato le proprie esigenze».

Ad esempio?

«Sono cresciute le relazioni con la periferia. Servono più mezzi che colleghino fra loro i quartieri, ma a Tper non conviene aumentare le corse. È un cane che si morde la coda: l’azienda non rafforza le linee perché i bus sono spesso vuoti, mentre la gente non prende i mezzi pubblici perché poco efficienti. Va trovato un equilibrio: una linea di tram, anche solo sui viali, favorirebbe gli scambi verso i quartieri periferici».

A che punto è, quindi, il progetto tram?

«Il piano è già stato approvato, ma prima della sua realizzazione passeranno, penso, quattro o cinque anni. È un progetto finanziato da fondi ministeriali: stiamo aspettando che il governo dia l’ok. Speriamo non si mettano di traverso».

Tper ha puntato il dito contro la mancanza di corsie preferenziali. È un problema?

«Lo spazio in città, purtroppo, è quello. Se si aumentano le preferenziali - e sono d’accordo che siano poche - sarà più difficile raggiungere il centro per le macchine. A Bologna, fortunatamente, tante persone non acquistano più auto private: preferiscono noleggiarle o usare Enjoy e Corrente.  Non conviene più, è un costo fisso che rimane parcheggiato per ore».

Con i servizi di bike e car sharing, il Comune si sta muovendo per limitare l’uso della macchina privata. È la strada giusta anche per ridurre il traffico?

«Sicuramente. Sul traffico pesano soprattutto i city users, le persone che entrano in città, per lavoro o per svago, ma non risiedono a Bologna. Con una mobilità sostenibile efficiente, tutte queste persone potrebbero lasciare la macchina a casa. I primi dati diffusi da Mobike sono eccellenti e dimostrano come Bologna sia terreno fertile per queste iniziative. Se c’è mercato, anche le società private sono felici di investire».

Quali sono le zone più critiche a Bologna?

«Le cinghie di trasmissione tra la periferia e il cuore della città. Penso a via Lame oppure a via Toscana, che diventa via Murri ed entra in centro. In queste zone abbiamo linee di autobus che, già dal capolinea, partono con due o tre mezzi. Basti vedere la linea 13 al mattino, con serpentoni di bus che partono ogni quattro minuti. Il cittadino, giustamente, si lamenta: è come vivere in autostazione. Una linea di tram, col triplo della capienza dei bus, risolverebbe il problema».

L’Arpae prevede pioggia nei prossimi giorni. C’è il rischio che la circolazione vada in tilt di nuovo?

«Spero di no, ma quando le condizioni meteo sono così avverse dobbiamo essere noi cittadini a lasciare l’auto nel garage. A meno di emergenze, naturalmente».

Cristina Calori, manager dell’azienda di moda WP Lavori in corso, su Repubblica lamenta l’assenza di parcheggi nel centro storico. Cosa ne pensa?

«Non sono d’accordo. I parcheggi esistono e sono sottoutilizzati, vanno a capienza solo nel weekend. Il parcheggio di via Riva Reno, ad esempio, è sempre vuoto nonostante sia a due passi da quello di VIII agosto. Più parcheggi vuole dire più macchine private in centro: aumentarli andrebbe controcorrente rispetto alla mobilità sostenibile che, come Pd, abbiamo sempre promosso. Sarebbe un costo per tutta la comunità, anche per chi si muove con bici e mezzi pubblici per rendere la città più vivibile».