Settimana in assemblea

Cuppi

Cala il sipario su “La settimana di InCronac@“: la redazione ha incontrato Stefano Cuppi, eletto dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, su proposta del presidente della Giunta Stefano Bonaccini, alla presidenza del Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni che ha la funzione di gestire i tentativi di conciliazione nelle controversie tra utenti e operatori delle telecomunicazioni. Stefano Cuppi è, dal 2016, autore per Rai Storia. Dal 2014 al 2015 è stato consulente per le relazioni istituzionali e per le strategie tecnologiche della piattaforma satellitare Tivusat. Ha contribuito anche alla redazione del piano di transizione al digitale terrestre sia nelle Marche che in Emilia-Romagna. Oggi ha spiegato in cosa consiste l’attività del Comitato: «Il nostro lavoro non si occupa solo di dirimere controversie, ma di vigilare sugli uffici stampa della pubblica amministrazione, da quello della città metropolitana all’Ausl, ma anche l’Arpae». La vigilanza della par condicio passa anche da internet, visto che ogni ente ha una forte presenza su web e social. «Le trasgressioni ci vengono sempre segnalate su internet, nonostante la legge non pronunci mai la parola». Cuppi è nel Corecom da giugno 2018, ma ha subito notato l’importanza e la centralità della rete. Il presidente si è soffermato anche sullo streaming, sulla quale però non esiste normativa in materia «Spesso le attività degli enti vengono trasmesse in diretta su internet, ma anche in radio e televisioni, in convenzione con le Assemblee. In questo caso sono attività consentite ma che ricadono sotto la responsabilità della testata. Italia e Europa non hanno ancora legiferato sulla questione e i garanti delle comunicazioni stanno cercando di persuadere Google, Facebook e Twitter ad agire in tal senso». Un’attività, quella sulla rete, che è «costante e mai solo limitata alla campagna elettorale o alle iniziative politiche». Sara Collinelli, dell’area controllo media, ha poi aggiunto, come esempio: «Abbiamo ricevuto una segnalazione sul profilo Facebook del Presidente della Regione, in tutto questo c’è un equilibrio fragile. In tal caso noi non lo consideriamo come capo della Giunta, ma come rappresentante del Pd. La par condicio va tutelata quando è ragionevole, l’articolo 9 va applicato con ragionevolezza, caso per caso e per alcuni soggetti, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative, va rispettato». Da quando c’è il monitoraggio sulla par condicio nelle televisioni, le segnalazioni di violazione sono pressoché azzerate. I direttori, evidentemente, che prima si mantenevano più sul limite, ora stanno molto attenti a non violare norma.