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«La nostra attività nell’ufficio stampa dell’Assemblea è un’avventura, è una sfida continua». A concludere “La settimana InCronac@“ è l’intervento di Luca Govoni, il “decano” dell’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. È arrivato in viale Aldo Moro vent’anni fa, ma lavora per la comunicazione dal 2015. Il suo è l’esempio di un giornalista cne racconta l’amministrazione pubblica. «L’evoluzione della nostra professione costringe tutti a un cambio di prospettive, l’informazione pubblica può essere anche propositiva, non si limita a intrattenere rapporti con la stampa o a raccontare, ma a creare contenuti e iniziative». Gli uffici stampa sono tutelati dalla legge istitutiva 150 del 2000 e, dal novembre 2011, l’Ordine dei Giornalsti ha creato una carta deontologica ad hoc per i giornalisti degli uffici stampa. «Il nostro compito è quello di raccontare i lavori e le sedute dell’Assemblea  - spiega Govoni - e in primo luogo dobbiamo rispettare due principi fondamentali, dialettica e pluralità. Non solo rispettare la contrapposizione retorica tra maggioranza e opposizione, ma restituire al pubblico atti difficili da interpretare e dar vita a progetti per la collettività».

Tra gli eventi organizzati dall’Assemblea, “Cantiere 2 agosto”, un progetto di narrazione popolare in collaborazione con l'Associazione Familiari delle Vittime della Strage del 2 agosto, ideato e diretto da Matteo Belli. Il 2 agosto 2017 ottantacinque narratori hanno raccontato le ottantacinque storie delle vittime della strage alla stazione di Bologna in diversi luoghi della città: un grande cantiere per celebrare il rito laico di una memoria attiva e partecipata che non vuole e che non può dimenticare.  E per dimostrare che il politico non è un “cittadino speciale”, o peggio ancora un alieno lontano dai problemi quotidiani, l’ufficio stampa dell’Assemblea ha pensato all’iniziativa “casALavoro”, un format tv più volte raccontato anche da InCronaca, in cui giornalisti di viale Aldo Moro vanno a casa del consigliere per accompagnarlo nel viaggio (con la sua auto) dalla sua abitazione all’ufficio in Regione. Con l’aiuto di una go-pro sul vetro anteriore, e di un operatore che sul sedile posteriore si occupa dell’audio e delle immagini di copertura, il politico viene intervistato faccia a faccia, senza togliere gli occhi dalla strada.

Un modo per dimostrare che il racconto non passa solo dalla politica, ma dalla multimedialità e da varie forme di comunicazione. «Senza dimenticare l’uso dei social, per i quali esiste una deontologia da rispettare», conclude Govoni.