REGIONE

In Regione si lavora a un aumento degli oneri dell’edilizia. Le imprese del settore potrebbero pagare contributi più alti ai comuni per le nuove costruzioni. Oggi la commissione Territorio ha approvato sul punto una delibera che presto arriverà in Assemblea legislativa per essere votata. Favorevole il Pd, astenuti Movimento 5 stelle, Mdp, Gruppo misto e Sinistra italiana. Contrarie Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Per i consiglieri del Carroccio si tratta di una normativa che penalizzerebbe un settore già in crisi. «Le imprese edili si ritroveranno a 90 giorni dall'approvazione del provvedimento ad applicare queste nuove basi di calcolo. È difficile che oggi siano a conoscenza di questa norma», spiega Massimiliano Pompignoli della Lega. «Non vorrei ritrovarmi in un altro caso Euro 4».

La delibera nasce dalla necessità di adeguare il costo degli oneri di costruzione all'aumento dell’inflazione. Una misura obbligatoria ogni cinque anni. La Corte dei Conti, infatti, ha già sollecitato la Regione a muoversi in questa direzione. Se, quindi, l’aumento non può essere evitato, il punto contestato dalle opposizioni è il cambio dei parametri per il pagamento dei contributi, secondo i criteri dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate. «Siamo d’accordo ad adeguare gli oneri di costruzione - interviene Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia - ma deve pensarci il legislatore nazionale». Secondo il consigliere d’opposizione «i tecnici pensano in questo modo di applicare valori più economici, ma Lombardia e Piemonte, a parità di metri quadri, hanno valori più bassi di un terzo. L’Emilia-Romagna non dovrebbe discostarsi in maniera netta».

Pur facendo parte della maggioranza, anche Igor Taruffi di Sinistra italiana non nasconde le sue perplessità: «Sulla base di ciò che è successo con gli Euro 4 è importante avere un grado di certezza nel ruolo di raccordo degli enti locali». E chiede perché nel testo sia inserito l’obbligo di destinare il 7% di contributi di costruzione raccolti dai comuni alle confessioni religiose. Sul punto era stato presentato un emendamento della consigliera cinquestelle Silvia Piccinini, che ha chiesto di considerare il 7% come tetto massimo e non come quota specifica del contributo. La proposta di modifica è stata poi ritirata, perché ha incontrato la disponibilità della maggioranza a discuterne.

«Il provvedimento prevede una riduzione dei costi per gli interventi di rigenerazione sul costruito e, al contrario, un aggravio per quelli di consumo del suolo», precisa Massimo Iotti del Pd, che sottolinea come tutti gli aumenti siano «in linea con i valori di mercato». Nel Partito democratico prevale in ogni caso l’idea che l’assenza di un intervento sui parametri comporterebbe un aumento più gravoso degli oneri per i costruttori. Il testo è ora atteso per la discussione in aula, secondo i tempi decisi dalla conferenza dei capi gruppo.