Sanità

È un progetto di legge bipartisan, firmato infatti da 35 consiglieri regionali, ed è la prima norma in Italia ad affrontare in modo organico la prevenzione nel senso più ampio del termine in ambito sanitario. Il primo firmatario è Paolo Zoffoli, presidente della commissione Politiche per la salute e politiche sociali e membro del Partito Democratico, ma ogni gruppo dell’Assemblea ha aderito. In Emilia Romagna, dove i risultati della sanità sono già eccellenti, il progetto dovrà dare vita ad una legge quadro che andrà a completare il piano nazionale di prevenzione. L’obiettivo è di aumentare la speranza di vita in buona salute ai cittadini, ossia diminuire l’incidenza di tutte quelle malattie croniche che colpiscono gli over 50 e che rendono i loro ultimi 3 decenni di vita meno sereni. Per questo, la nuova proposta prevede l’aggiunta di 3,5 milioni di euro al fondo sanitario regionale.

Oltre quindi alla promozione del movimento e vita attiva, la legge quadro che l’Assemblea legislativa prevede di approvare a gennaio intende incrementare le iniziative di prevenzione primaria già presenti, introducendo politiche per il contrasto alla obesità infantile, alle cyberdipendenze e a tutte le nuove e vecchie dipendenze, senza dimenticare l’educazione alimentare, in particolare nei progetti scolastici. Non è ancora chiaro a quanti e quali progetti verranno destinati questi fondi, ma fra questi ci sarà senza dubbio la formazione e la sensibilizzazione diffusa sull’utilizzo di tecniche di rianimazione cardiopolmonare precoce, favorendo la diffusione dei defibrillatori, così da rendere l’Emilia Romagna una regione cardioprotetta. La cultura della prevenzione avrà un occhio di riguardo per i più giovani: parte della nuova somma prevista nel prossimo bilancio sarà dedicata alla prevenzione degli incidenti stradali e alla diffusione delle tecniche di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.