Divulgazione

Il rettore Francesco Ubertini ha consegnato il premio alla carriera Oscar Siss 2017 a Piero Angela. Il “nonno” della divulgazione italiana ha ricevuto il premio della Società italiana di storia della scienza durante un incontro in via Zamboni, intitolato "Come la tecnologia ha cambiato la storia" e promosso da Accademia delle scienze dell'Istituto di Bologna. Ubertini ha presentato Angela come l’Ulisse moderno, la cui voglia di conoscenza è stata d’esempio a generazioni di spettatori. Ludendo docere, come dicevano i latini, è anche il motto del presentatore televisivo, che dagli anni ’90 ha rivoluzionato i palinsesti Rai, fino poi a passare il testimone al figlio Alberto. Ripercorrendo le principali innovazioni tecnologiche della storia e parlando poi delle sue tappe personali, Piero Angela ha parlato alla folla che ha riempito la sala Ulisse delle trasformazioni del nostro paese avvenute dalla sua nascita, nel 1928. Un anno dopo la traversata di Lindberg in solitaria sull'oceano Atlantico e un anno prima della Grande Depressione, quando l’Italia era un paese rurale, immobile da secoli, in cui la scienza era già nota, ma mancava la tecnologia. In questo si è concentrato Angela, la differenza fra scienza e tecnologia e la necessità di insegnarle entrambe nelle nostre scuole. Perché «è la tecnologia a cambiare la vita delle persone, ma è necessario che i ragazzi studino la scienza, come la studiavano anche i filosofi antichi, per capirne il metodo e l’etica». Angela non ha risparmiato le critiche ai movimenti contrari alla scienza, come i terrapiattisti, contro i quali lavora il suo Cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, in quanto minacce per la corretta informazione e istruzione. Ai presentatori televisivi ammonisce l’eccessivo spazio mediatico che viene dato a questi movimenti e associazioni, come se la loro opinione potesse confrontarsi con quella scientifica. Su questo, ha ripetuto un altro dei suoi motti: «La scienza non è democratica. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano».