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Cosa succederebbe se da domani improvvisamente sparisse Wikipedia? Abbiamo chiesto agli utenti come hanno reagito dopo che l’enciclopedia libera del web ha oscurato le pagine italiane in segno di protesta contro la nuova direttiva dell’Unione europea sul copyright. Il Parlamento europeo, riunito in Plenaria a Strasburgo, voterà il 5 luglio il testo che ha scatenato l’ira dei giganti tech (come Google), mettendo in discussione la libera informazione sul web. 

È per questo motivo che la piattaforma italiana ha deciso di oscurare la propria pagina per lanciare un appello ai suoi utenti: chiedere a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l'attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall'abolizione degli artt. 11 e 13 della direttiva. Gli articoli in discussione prevedono una "tassa sui link" cioè l'obbligo di ottenere una licenza quando si condividono frammenti di articoli con un collegamento ipertestuale e un filtro che impedisce di caricare contenuti protetti da diritto d'autore su piattaforme come Youtube.

Cosa accadrebbe se non esistesse più un'enciclopedia libera? Gli utenti sarebbero disposti a pagare per i contenuti? 

Danilo, 26 anni
«Io vado su Wikipedia per orientarmi, ma poi l’informazione va approfondita. Internet è stato pensato per la libertà di informazione ed è il motivo per cui Wikipedia deve restare libera. Non sarei disposto a pagare per avere informazioni».

 

 

 

Sonia, 25 anni

«Certo non sarei disposta a pagare, però se diventasse un blocco alla mia ricerca su internet forse ci penserei meglio. Uso Wikipedia per fare ricerche veloci, giusto per avere informazioni sommarie e attuali, credo che si troverebbe comunque un’alternativa valida a Wikipedia, nascerebbe subito un’altra alternativa con un nome diverso».

 

 

Ludovica, 25 anni
« Ho scoperto che Wikipedia ha oscurato la pagina da un post su Facebook, ma non ho ancora letto bene la questione. Penso che l’informazione su internet debba essere libera, sul caso specifico uso Wikipedia, ma non per ragioni di studio, cerco magari l’età di un cantante o cose così, ma non ci faccio troppo affidamento. Se diventasse a pagamento ci saranno ripercussioni sugli utenti e non credo sia giusto».

 

 

Francesco, 46 anni

«Non so se sarei disposto a pagare, però sto pensando di fare una donazione perché mi sono accorto che questo sito viene sempre fuori per primo nelle ricerche e trovo sia utile oltre che affidabile. Io uso spesso Wikipedia, ne ho bisogno spesso per informarmi. Lo valuto un sito affidabile e mi trovo molto bene, se venisse tolto per me sarebbe una grave mancanza».

 

 

Andrea, 22 anni

«Non lo uso quasi mai perché non ci faccio affidamento. Troppo soggettivo, potrei modificare io una voce senza averne titolo e resterebbe tale fino a quando qualcuno non se ne accorge e interviene per cambiarlo, quindi preferisco altre fonti. Però la vicenda fa riflette molto, penso che ci vorrebbe una via dimezzo sulla libertà o meno di trovare informazioni gratuite su internet. Un’eccessiva libertà non porta da nessuna parte e se ho avuto un’idea è giusto essere riconosciuti come autore, per certe cose sarei anche disposto a pagare poi ovviamente dipende dal prezzo».

 

Laura, 52 anni

 «Non uso molto Wikipedia però credo che cambierebbe molto il web con queste nuove regole. Io sono per l’informazione libera e se venisse tassata l’informazione sul web cambierebbe tutto».

 

 

 

Andrea 23 anni

« Ho visto tra le storie Instagram di una mia amica che era disperata per questa direttiva, ma io le ho risposto che trent’anni fa le informazioni si trovavano ugualmente, ci voleva solo più tempo. Penso sia giusto contribuire alle spese che stanno dietro al contenuto di una fonte. Mi capita di usare Wikipedia quando cerco informazioni perché è il metodo più veloce, però vado anche a cercarmi il libro in biblioteca se devo approfondire».