ANNIVERSARIO

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Lo scorso 5 maggio è stato il 200° anniversario dalla nascita di Karl Marx. Ma, a distanza di quasi due secoli, può il suo pensiero essere ancora attuale e generare dibattito in campo politico, economico e sociale? Se il Wall Street Journal, giornale di punta del 'sistema capitalistico' combattuto dal filosofo tedesco, gli dedica una pagina intera evidentemente sì. A conferma dell'interesse verso l'ideologo del comunismo, oltre 150 persone erano presenti al convegno "Marx ieri e oggi" organizzato, oggi, al dipartimento di storia culture e civiltà dell'Alma Mater in piazza San Giovanni in Monte insieme a Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e all'Istituto ricerche economiche e sociali della Cgil. 

«Il pensiero di Marx, però, è stato tralasciato dei partiti di sinistra degli ultimi decenni nel 99,9% dei casi», spiega a InCronaca Carlo Galli, presidente della Fondazione Gramsci e moderatore dei lavori. A caratterizzare il pensiero marxista è il «conflitto che c'è nel mondo, ma di questo i partiti sembrano essersi dimenticati: non vedono più le contraddizioni all'interno della società, e perciò al momento del voto si paga l'assenza di questa riflessione politica». Per il filosofo marxista Antonio Labriola la dialettica era la "forma del pensiero che concepisce le cose non in quanto sono ma in quanto divengono", e a tal proposito Galli nota come non si possa parlare di «società, economia, Stato, politica senza la contraddittorietà del nostro modo di esistere, oggi nell'età del capitalismo».
Al centro dell'opera filosofica del pensatore di Treviri c'è certamente Il capitale, con la sua feroce critica all'economia liberista che nell'Ottocento ampliava il proprio dominio, ma grande importanza viene riservata anche all'opera giovanile "Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico". In quest'opera spiega Alberto Burgio, ordinario di storia della filosofia dell'università di Bologna, «Marx si muove sulla lezione di Hegel criticando le contraddizioni che la caratterizzano». Il mondo e la realtà appaiono dunque unici e dinamici. Ed è questa lezione che sembra si siano scordati i partiti. «Non esistono momenti edificanti e nemmeno un bene collettivo, ma esistono solo interessi in lotta e contraddizioni nella società che non vedono nemmeno i media - spiega Galli -. Per cui quelli che si dicono di "sinistra" non prendono più voti da chi li potrebbe votare, perché la sinistra non fa più il suo mestiere. Per cui la gente si fida di chi ha una visione conflittuale della politica come i Cinque Stelle e la Lega, diversa da quella della sinistra, ma sicuramente non di matrice anti-capitalistica». Rileggere Marx non appare un esercizio fine a sé stesso, dunque, ma è strettamente collegato al mondo attuale, frutto dell'ascesa del neoliberismo. «Se il Wall Street Journal gli dedica una pagina intera nella quale ammonisce il neocapitalismo che ha creato troppa disuguaglianza nel mondo - nota Laura Bazzicalupo, docente di filosofia politica all'università di Salerno - significa che occorre riscoprire il valore del pensiero di Marx». Che per l'appunto non è solo l'ideologo del comunismo ma rappresenta una critica allo sfruttamento creato dal capitale.

Nel 1993 il filosofo francese Jacques Derrida parlò degli "spettri di Marx" che filtravano nelle crepe della società occidentale, caratterizzata dal liberismo imperante che avrebbe portato alla crisi economica del 2009. Era l'epoca del «non c'è alternativa» all'economia del mondo occidentale, ma «gli spettri della merce nascondevano già lo sfruttamento delle persone», spiega Bazzicalupo alla platea. E il rapporto tra uomo ed economia è quello che caratterizza il pensiero marxiano fino alla fine: «L'economia non è una scienza esatta e al suo interno ci sono pezzi di umanità tritati dal meccanismo dell'economia. Gli economisti cercano di ripulire carne e sangue, Marx li vede», conclude Galli.