kermesse

Dal 23 al 25 marzo, Bologna si tinge di rosa e di nero per raccontare di donne che scrivono e di donne che vengono "scritte" e descritte nei romanzi gialli. La prima edizione di “Bologna rosa e nero – festival delle narrazioni al femminile” si basa su questa innovativa idea e cerca di capire se c’è differenza di genere nell’approccio alla letteratura noir. Nello storico complesso monumentale del Baraccano si avvicenderanno oltre 40 tra scrittori, giornalisti e artisti.

 

«Abbiamo l’ambizioso obiettivo di cambiare la modalità di fruizione della lettura attraverso questo festival» spiega la direttrice artistica e direttrice dell’Asi Emilia-Romagna Serena Bersani. Non ci saranno, infatti, semplici incontri con gli autori, ma degli speed date individuali o di gruppo tra gli scrittori e i lettori.

«Vogliamo dare la possibilità a chi legge – prosegue la Bersani – di conoscere meglio il proprio personaggio preferito o la penna che gli ha dato vita». E proprio per dare questa opportunità ai visitatori che nasce la collaborazione con Taxi Cotabo e il progetto “Taxi Writer”. Al costo di 18 euro, uno o più passeggeri verranno accompagnati da uno scrittore, giornalista o artista bolognese a scoprire i luoghi che lo hanno ispirato, narrando la genesi del proprio prodotto artistico.

 

Una parte consistente della kermesse sarà dedicata alla violenza di genere e al femminicidio. Interverranno i parenti delle vittime e i giornalisti potranno iscriversi a corsi che insegnano come fare cronaca sul tema rispettando la deontologia e la sensibilità delle persone coinvolte.

 

Tra gli eventi da segnalare: il laboratorio di scrittura che analizza il modus narrativo dei criminali più famosi per individuare la cosiddetta “firma dell’assassino”; l’incontro con Alex Moschetti, autore di graphic novel che hanno per tema la cronaca nera attuale e che presenta il suo ultimo fumetto su Tangentopoli.

 

«Giorgia Campini, Grazia Negro sono solo alcune delle donne che hanno dato una sfumatura femminile al mondo del noir – racconta la direttrice organizzativa Tiziana Morongiu. Bologna è un grande laboratorio di questo tipo di storie e con il nostro festival vogliamo provare a raccontarle».