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Nel primo episodio della prima stagione de "L'ispettore Coliandro"', 'Il giorno del lupo', lo strampalato poliziotto nato dalla penna di Carlo Lucarelli e portato al successo da Giampaolo Morelli nell'omonima serie tv, indaga su una pizzeria d'asporto bolognese che ricicla centinaia di migliaia di euro, coprendo così lo spaccio di cocaina della mafia attraverso i suoi locali. Ma avere a che fare con i termini finanziari non è facile per i giovani scrittori. Quante volte, infatti, durante uno sceneggiato tv compaiono termini appartenenti al glossario del denaro: da aggiotaggio a speculazione finanziaria, da insider trading a laundering money. Spesso le storie raccontate vengono risolte in maniera superficiale, senza il benché minimo approfondimento da parte degli autori dello sceneggiato sul tema del denaro. Così, "Bottega finzioni", con l'avvio del corso avanzato "Lo sterco del diavolo. Raccontare il denaro e il mondo della finanza", oggi il primo appuntamento, mira a colmare le lacune degli allievi della scuola di scrittura di Bologna che vede in Michele Cogo e nello stesso Lucarelli due dei fondatori.
La scuola di scrittura ideata dal giallista parmense è formata da quattro aree di insegnamento: fiction, documentaristica, letteratura e narrativa per bambini. I corsi, gratuiti e finanziati dal fondo sociale europeo, vengono avviati in gennaio, dopo una prima fase selettiva tra ottobre e novembre, e terminano a dicembre. L'estate è dedicata a sviluppare la scrittura dopo la prima fase di formazione all'interno della scuola. Gli allievi del primo anno di corso, solitamente una ventina per ogni area tematica, possono accedere poi alla fase avanzata. Il ritardo per l'avvio del corso è dovuto alla «fase di ricerca di fondi per permettere la gratuità a tutti i partecipanti- spiega Michele Cogo, presidente di "Bottega finzioni"-. Questo perché coltiviamo giovani talenti e l'idea è quella di offrire una possibilità concreta a chi se la merita». 

Il corso avanzato di quest'anno si sviluppa in 24 appuntamenti da 4 ore ciascuno per conoscere meglio il mondo della finanza, grazie alla collaborazione con Banca Etica. Il presidente della fondazione bancaria, Andrea Baranes, sarà uno dei tutor che affronterà i temi inerenti al mondo dei soldi e del glossario finanziario. La scelta di "Bottega finzioni" è dettata dall'importanza del denaro al giorno d'oggi e all'attrattività che ha sul pubblico e sui consumatori. «Un bacino di storie deriva dal mondo finanziario. Siamo passati dalla regola giornalistica delle 'tre esse', sesso, sangue e soldi, che attira lettori di quotidiani, a tre nuove parole che si rifanno al mondo finanziario e della criminalità: riciclaggio, offshore e lavaggio di denaro- confida Lucarelli, parlando della sua ricetta-. Ve lo dice uno che utilizza spesso questo metodo. L'ho fatto anche in Coliandro, inserendo spesso il termine 'riciclaggio di denaro' ma non approfondendo mai a dovere in cosa consistesse». Le dinamiche del potere si intrecciano alla finanza, alle sue crisi e ai movimenti di capitale, ma occorre saper raccontare le storie con precisione. Il pubblico dimostra di apprezzare «le storie sul mondo finanziario pur non avendo le chiavi per decifrarlo. Da qui la necessità di trovare delle narrazioni per spiegarlo», nota Baranes. In mercati televisivi dominanti, come negli Usa, l'universo delle serie tv e dei programmi di intrattenimento «utilizza già queste forme di linguaggio: lo abbiamo visto con 'The big short - La grande scommessa', film del 2015 sulla crisi economica, o nella serie tv 'Billions', in cui si mescolano realtà e finzione ma che sono una forma di narrazione che ha ottenuto il successo del pubblico», sottolinea Filippo Kalomenidis, autore per Sky e Mediaset e uno dei tutor del corso.

Lo 'sterco del demonio' diviene un tema su cui investire, non partendo solo dalle «malefatte cui noi autori siamo abituati a trattare ma ampliando il discorso, offrendo ai giovani talenti della scrittura nuove possibilità di indagine», conclude Lucarelli. L'obiettivo finale è non solo quello dell'esercizio ma anche la presentazione di un progetto appetibile all'esterno, grazie alla produzione di un soggetto scenico. Chissà che una nuova serie televisiva non venga fuori da sotto le Due Torri.