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ArteFiera

Centinaia di persone passano da un corridoio ad un altro. C’è chi si ferma ad ammirare un mare in tempesta, chi discute davanti ad una Gioconda fatta di muschio. Chi si interroga davanti a delle valigie piene di terra, chi si congratula con l’artista e chi ancora spera di strappare al curatore della galleria il prezzo migliore. Arte Fiera Bologna oggi si è presentata in anteprima. Domani aprirà le sue porte al pubblico. L’edizione 2018 si rinnova con più artisti italiani e spazi espositivi più ampi.

 

«Sono alla mia trentunesima fiera ed è bello vedere che finalmente si dà più spazio agli artisti italiani.» Dice Italo Bergantini, gallerista di Romberg, soddisfatto del lavoro di Angela Vettese, direttrice di Arte Fiera. «Gli artisti italiani nella scena internazionale» aggiunge Bergantini «non hanno spazio ed è un peccato. Anche in Italia si conoscono solo i tre o quattro più famosi e questo è l’unico modo per farsi notare, perché in galleria non viene più nessuno».

 

Una vetrina Arte Fiera che quest’anno coinvolge anche molti giovani talenti. Tra loro anche due studenti dell’Accademia di Belle Arti, Gianni D’Urso e Giuseppe Anthony Di Martino, premiati dalla Fondazione Zucchelli. Si aspettano molto da questa esperienza e, prima ancora di pensare al profitto, si augurano che le loro opere possano conquistare il pubblico. Il guadagno certamente è un aspetto non trascurabile confessano i galleristi che partecipano già da qualche anno. Carolina Pozzi della galleria Antonini ammette: «Se i risultati sono come quelli degli ultimi anni conviene venire qui. I grandi investimenti sono ricompensati da guadagni che ci permettono di lavorare tutto l’anno». Le strategie utilizzate per vendere sono diverse: l’artista Francesco De Molfetta gioca con la storia dell’arte mettendo alla venere di Milo il volto di Spongebob, Paolo Grassino punta invece sulla maestosità delle sue sculture in “tumulto”, Michele Parisi infine lascia tutti a bocca aperta con le sue tele nere.

 

 

ArteFiera al via

 

 

Un viaggio tra stili diversi che si intrecciano e dialogano fra loro. Spazi riservati alla fotografia si affiancano alla pittura e alla scultura. Ce n’è per tutti i collezionisti, sta a loro scoprire i talenti nascosti come Ana Kapor che dentro una piccola stanzetta dalle pareti blu espone i suoi lavori: «Arte Fiera è una grande occasione che mi è stata concessa, è il modo migliore per ampliare il proprio pubblico. Parliamo di numeri altissimi per un’artista come me». Arte Fiera alla sua quarantaduesima edizione è ancora uno degli eventi più importanti della scena artistica bolognese e non solo. Conviene farci un salto nel weekend? La risposta è: assolutamente sì.   

 

Artefiera