Calcio

BFC - urb 74

Percorrendo la linea dell’alta velocità la distanza tra Bologna e Firenze è di 92 km, 113 in autostrada. Una distanza sufficientemente breve ad accendere negli animi dei tifosi delle società rossoblù e viola una rivalità che ha radici storiche e geografiche risalenti nel tempo. Qualcosa che ha a che fare con i campanili e che soprattutto negli anni Ottanta è andato oltre lo sport e oltre il buon senso. Come scordarsi di quel 18 giugno 1989, quando i tifosi del Bologna furono vittime del lancio di una bottiglia molotov contro il convoglio sul quale stavano per affrontare il viaggio di ritorno dalla trasferta allo stadio di Firenze, l’Artemio Franchi. A farne le spese fu soprattutto l’allora quattordicenne Ivan Dall’Olio, che di quella domenica si porta il ricordo letteralmente marchiato a fuoco, ustionato gravemente.

 

Da quella maledetta domenica il livello dello scontro tra le tifoserie di Bologna e Fiorentina non ha più, fortunatamente, conosciuto quei livelli di violenza, ma la rivalità tra le curve, quella è rimasta. Sfottò, cori e striscioni, qualche scaramuccia tra cani sciolti magari, ma quel 18 giugno 1989 non si è più ripetuto. Un’ascia di guerra pronta per essere seppellita? Per niente. Per i tifosi del Bologna che si stanno preparando per il derby di domenica è chiaro che questa rivalità è tutt'altro che sopita. Chiedi a un ultras rossoblù cosa ne pensa della squadra Viola e ti risponderà che è «il peggio del peggio. Peggio anche della Juventus». Vogliono rimanere anonimi: «Sai, il Daspo si applica anche per le dichiarazioni e ci vuole un attimo per travisare una frase…». La società cambia, cambiano le Società e cambia anche la rivalità. Che è rimasta, ci tengono ad assicurare, ma non come una volta «perché di fatto la tifoseria della Fiorentina non esiste più. Si è frammentata, non è più organizzata e compatta».

 

I tifosi rossoblù restituiscono dei loro avversari storici l’immagine di una tifoseria in crisi, immagine che si riflette anche sull'andamento in campionato delle ultime sette giornate della società gigliata: sette punti su ventuno disponibili, quattro pareggi, una vittoria e due sconfitte, di cui l’ultima, cocente, in casa contro l’Hellas Verona penultimo in classifica. «Domenica scorsa a Firenze gli ultras hanno abbandonato la curva a partita in corso. Va contro ogni codice etico degli ultras. Anche se la squadra perde zero a quattro a casa il tifoso resta in curva. Fino al triplice fischio», racconta un ragazzo e anche lui chiede l’anonimato. Proprio durante un derby, giocato in Coppa Italia nel 1974, fu esposto per la prima volta lo striscione di 16 metri dello storico gruppo ultras bolognese Forever Ultras 1974-URB. La rivalità quindi, non sarà più accesa come quella di una volta, ma una cosa è sicura, i tifosi del Bologna non hanno dimenticato le parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che, interpellato sulla scarsa partecipazione dei tifosi al San Paolo in occasione di un Napoli-Bologna nel 2016, esordì dicendo: «Cominciamo a levare la minuzzaglia dal campionato, poi vediamo quanta gente c’è». Un nuovo antagonismo con il Napoli? «Ma no, i rapporti tra le due tifoserie sono pacifici, ma noi non siamo certo minuzzaglia».

 

Tutto questo è tanto più vero quando si parla di calcio giocato. Nella gara d'andata, giocata al Franchi il 16 settembre scorso, non è stata sufficiente la prima rete con la maglia del Bologna di Rodrigo Palacio, con i viola che si sono imposti ai bolognesi per 2 a 1, con gol di Chiesa e Pezzella. I rossoblù, dal loro ritorno in serie A, hanno raccolto un solo punto contro i rivali al di là dell'Appennino. Nello scorso campionato il match venne risolto dal croato Kalinic lasciando a zero il bottino dei bolognesi, sconfitti con il medesimo risultato anche nella partita del Franchi.

Come detto sopra una rivalità lontana nel tempo, una storia di campanili, sì, ma anche e soprattutto una storia di società e compagini ambiziose che per lungo tempo hanno lottato nella parte nobile della classifica. Un primo giro di valzer da parte di alcuni giocatori che lasciarono il Bologna per andare in maglia viola causò una prima rottura fra le due tifoserie. Ma è dagli anni Cinquanta in poi che si acuì la rivalità. Al primo tricolore vinto dai viola, nel 1956, il Bologna ne aveva già sei in bacheca. Se ne aggiunsero due altri, uno per parte, fino alla fine degli anni Sessanta. Era un altro calcio, quello 'romantico' dei gol di Ezio Pascutti, uno dei goleador rossoblù dell'ultimo scudetto sotto le Due Torri, e di Kurt Hamrin, ala svedese della 'Viola'. A proposito di Pascutti, una curiosità lega ulteriormente le due società. Per decenni l'ala rossoblù detenne il record di reti consecutive siglate in un campionato, con 10 marcature, interrotto da un altro attaccante di razza, quel Gabriel Omar Batistuta che ha fatto palpitare la 'Fiesole' e i tifosi gigliati, con 11 gol di fila. Innumerevoli i cambi di maglia nel corso dei decenni con un nome che spicca su tutti gli altri, quello di Roberto Baggio. Il 'Divin codino' ebbe la sua consacrazione con la maglia viola alla fine degli anni Ottanta, per arrivare sotto curva Andrea Costa nella stagione ‘97-‘98, quella che fu la sua stagione più prolifica sotto porta, con 22 gol segnati. I tifosi gigliati non perdonarono mai al talento azzurro il passaggio ai rivali della Juventus prima e del Bologna poi.

 

A indossare entrambe le maglie, negli ultimi quindici anni, sono stati poi Alessandro Gamberini, nato a Bologna e divenuto capitano con i viola, Pablo Osvaldo, Alberto Gilardino e Alessandro Diamanti, fino a Sebastian De Maio, ultimo in ordine di tempo. Il francese sarà regolarmente in campo domenica alle 15, a guidare la difesa rossoblù dagli assalti di Chiesa e compagni. In ambito calciomercato, destinazione Brescia per il gioiellino nigeriano Oriji Okwonkwo, già autore di tre gol in questo campionato. La formula, in questo caso, è del prestito secco, al fine di aumentare i minuti di impiego e accrescere l'esperienza del giovane 20enne. Per quanto riguarda il mercato in entrata, invece, le ultime novità riguardano la firma di Riccardo Orsolini, oggi, in sede dopo quella del difensore argentino Nehuen Paz di ieri che potrebbe andare in prestito se non dovesse liberarsi il posto per un over 21. 

 

Articolo modificato alle ore 20.15 del 31/01/2018